Il nostro mondo sta provando un’ineguaglianza che cresce sempre piu’, con l’80% della popolazione che condivide appena il 30% della ricchezza mondiale. Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, il reddito del solo 1% della popolazione mondiale (61 milioni di persone) e’ uguale a quello del 56% (3.3 bilioni di persone). Collegato a questa ineguaglianza, le pratiche condotte dalle societa’, come l’estrazione di minerali, l’uso di prodotti chimici e pesticidi, l’inquinamento dell’acqua, la deforestazione, hanno un effetto grave e pericoloso sulla Terra. Queste attivita’ insieme hanno creato un futuro insostenibile per la comunita’ umana. E’ la gente che e’ forzata a vivere in poverta’ e il pianeta stesso che sostengono l’urto di questa ineguaglianza. Come dichiarato da Pat Mooney del gruppo ETC: “ il nostro sistema energetico e’ insostenibile; la nostra catena del cibo si puo’ rompere; il nostro ambiente si erode e la nostra acqua sta per finire” (vedi www.etcgroup.com).
Per quanto gli affari, per loro natura, siano portati a fare profitti, ora non possono piu’ esentarsi da sorveglianza e da un accurato controllo. Il predominio del modello di mercato neo liberale ha voluto dire che le compagnie, in particolar modo le societa’ che operano in molti paesi, possono sfuggire al controllo in tutti i paesi, eccettuato il loro paese d’origine. Le politiche che chiedono un’autoregolazione sono considerate inadeguate. La pressione per massimizzare il profitto degli shareholders e’ troppo spesso il nemico del rispetto per i diritti della gente sulle cui terre vengono costruiti i progetti commerciali. Ora e’ la volta di fare serie considerazioni sugli standard da applicare.
Molti Governi si sono srresi ed hanno permesso la privatizzazione di istituzioni che una volta si pensava fossero per se stesse di natura pubblica. Le strumentalita’ governative producevano veri prodotti e servizi e provvedevano al sostentamento per la comunita’ locale. Questi strumenti pubblici includevano cose come cura delle risorse naturali, servizi sociali, prigioni e trasporti.
Le societa’ devono essere tenute responsabili dei triplici risultati finali, sia che operino all’interno che all’esterno dei loro paesi. Cio’ vuol dire che la crescita economica ed il profitto devono essere perseguiti entro i limiti imposti da appropriati standard di protezione ambientale, benessere sociale ed accesso alla condivisione dei benefici per le comunita’ dove le societa’ operano. I piani e le attivita’ delle societa’ non devono essere esentate da queste richieste. Il vero aumento del numero di grandi compagnie involve una maggiore competizione per le risorse che sono circoscritte ed hanno limiti reali. Mentre la Comunita’ Internazionale si batte per imporre limiti realistici a tutti noi per controllare l’inquinamento e mantenere bassi i livelli dell’ossido di carbonio che minacciano proprio il futuro del pianeta, diventa piu’ urgente il dare seria considerazione al fatto di imporre regolamenti.
Le industrie minerarie hanno un impatto particolarmente negative nel raggiungere i triplici risultati finali. La recente pratica di fratturazione a mezzo idraulico, (o “fracking”), per estrarre gas dalla roccia scistosa e dalle profonde piega carbonifere, usa enormi volume d’acqua e prodotti chimici tossici iniettati nella terra sotto una forte pressione. Il processo causa contaminazione delle vene acquifere del sottosuolo ed emana gas pericolosi. Occorrono quindi un’urgente inchiesta e regolamenti che monitorino questa pratica.
Altre preoccupazioni riguardanti il “fracking” includono l’inquinamento dell’aria, l’eliminazioni delle acque di rifiuto, l’industrializzazione di terre coltivabili, l’aumentata emissione di ossido di carbonio, la distruzione dell’habitat di animali selvatici e, un effetto di cui si parla poco, il significativo numero di “terremoti indotti”. Il principio precauzionale deve formulare decisioni sull’uso di tali metodi di estrazione.
Le compagnie, nella scalata per trovare nuove fonti di minerali e di petrolio, si trovano spesso in conflitto con la gente indigena, con gli interessi dell’agricoltura ed il bisogno di assicurare il cibo per certi paesi. Troppo spesso i governi dei paesi ospiti sono complici nel dare la possibilita’ alle societa’ di beffarsi degli standard ambientali e di procedure senza ottenere in primo luogo il consenso libero e informato dei possessori terrieri indigeni.
Le cinque companie piu’ grandi del mondo che producono cibo e bevande usano in un anno acqua dolce bastante per i bisogni personali di tutti nel mondo. Nel 1995 le prime dieci compagnie di semenze nel mondo controllavano il 37% del commercio globale di semenze. Oggi esse controllano il 73%. Le prime cento compagnie che trattano cibo controllano il 77% delle vendite globali di cibo impaccato, e dieci compagnie controllano quasi un terzo delle vendite totali. Mentre le societa’ accumulano ricchezza per i loro azionisti, la gente intrappolata nella poverta’ paga prezzi piu’ alti per il cibo e si trova ad affrontare la perdita di acqua da bere pulita, ed anche la perdita delle loro terre e dei loro mezzi di sostentamento.
Alla luce del crescente sfruttamento delle risorse della Terra e dell’effetto risultante sulle persone che vivono in poverta, chiediamo alle societa’ multinazionale di esercitare la loro responsabilita’ sociale ed ambientale per assicurare a lungo termine il benessere della gente, delle terre e degli oceani.
Raccomandazioni
Allo scopo di un’ordine mondiale piu’ equo noi raccomandiamo:
a) I Governi richiedano che ogni attivita’ da parte delle societa’ sia misurata in rapporto ai principi precauzionali.
b) Gli Stati Membri considerino urgentemente il bisogno di standard obbligatori di responsabilita’ economiche, sociali ed ambientali. Applicati alle compagnie in ogni paese in cui operano
c) Gli autoregolamenti delle societa’ devono essere rinforzati da regolamenti da rispettare allo scopo di produrre rapporti finanziari trasparenti di tutti i profitti in tutti i paesi in cui operano le societa’ multi nazionali.
d) Le Nazioni Unite dovrebbero fare da guida attraverso il continuo sviluppo del Transfer Pricing Manual. Cio’ e’ vitale poiche’ i regolamenti del transfer pricing sono essenziali per i paesi per proteggere la loro base di tassazione e migliorare il commercio oltreconfine senza perdere le entrate di tasse essenziali.
Il numero di persone, negli Stati Uniti, che negano che il comportamento umano abbia qualche effetto sul cambiamento climatico, e’ aumentato in maniera allarmante negli ultimi due anni. Cio’ sta a dimostrare quanto possano il denaro, gli interessi di parte e la falsa pubblicita’. Mentre la consapevolezza del cambio climatico continua a crescere nel resto del mondo.






